I sistemi digitali di dati navali sono al centro della consultazione sulla rendicontazione armonizzata delle emissioni.

Il Tripartite Joint Industry Working Group (JIWG), coordinato da BIMCO, ha aperto una consultazione di settore su un processo digitale comune e un protocollo di scambio dati per la rendicontazione delle emissioni marittime. La consultazione è iniziata il 1° luglio 2026 e dovrebbe chiudersi il 15 settembre 2026.

**Sviluppo verificato.** La proposta mira a un quadro armonizzato, aperto e non proprietario per i dati sulle emissioni scambiati tra armatori, operatori, noleggiatori, verificatori, Stati di bandiera, autorità, società di classifica, fornitori tecnologici e porti. I suoi elementi previsti sono un set di dati standardizzato collegato all’IMO Compendium on Facilitation and Electronic Business, processi di trasmissione basati su Operational Vessel Data (OVD) e formati di Vessel Emissions Reporting per risultati commerciali, stato della verifica e periodi di rendicontazione definiti dall’utente.

Il JIWG indica lo standard OVD di DNV come possibile base pratica. BIMCO afferma che OVD è sostenuto da oltre 60 soggetti interessati ed è stato testato operativamente attraverso la piattaforma Veracity di DNV. La consultazione chiede se l’approccio funzioni per diverse tipologie di navi, traffici e modelli aziendali; non rappresenta di per sé un nuovo obbligo normativo di rendicontazione.

**Contesto normativo.** L’iniziativa arriva mentre gli oneri di rendicontazione assumono maggiore rilievo. Dal 1° gennaio 2026 l’EU ETS marittimo include metano e protossido di azoto, oltre all’anidride carbonica. Nel 2026 le compagnie devono restituire quote per il 70% delle emissioni 2025 coperte dal sistema; l’obbligo salirà al 100% dal 2027. Tali requisiti si affiancano a IMO DCS, EU MRV e a richieste commerciali, contrattuali e dei clienti sempre più dettagliate sulle emissioni.

**Analisi.** Un set comune di dati non eliminerà la necessità di misurazioni robuste a bordo, di validazione degli eventi di viaggio o di verifica indipendente. Potrebbe però ridurre le ripetute conversioni manuali dei dati di noon report e log abstract nei diversi sistemi di armatori, noleggiatori, verificatori e regolatori. Errori relativi a combustibile, distanza, carico, tempo in banchina o fattori di emissione possono ripercuotersi sull’esposizione alle quote, sui calcoli FuelEU, sulle discussioni contrattuali sulla prestazione e sui report carbonici ai clienti.

**Perché conta.** Armatori e operatori dovrebbero considerare la consultazione un esercizio di governance e controllo dei dati, non soltanto di standardizzazione informatica. I team di flotta possono confrontare schemi di noon report, custodia dei dati sul combustibile, registri delle correzioni, interfacce API, trasferimenti ai verificatori e controlli di accesso informatico con il modello proposto. Anche noleggiatori e interessi del carico possono beneficiare di definizioni chiare dei dati, orari limite, responsabilità delle correzioni e diritti di audit.

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