Il 6 ottobre 2026 Concawe ha pubblicato la “Shipfuels Matrix – Merit Mapping of Maritime Alternative Fuels”, un quadro comparativo per valutare le filiere dei combustibili marittimi alternativi mediante indicatori comuni. Secondo Concawe, questi includono emissioni di gas serra, efficienza di processo, disponibilità delle materie prime, maturità tecnologica e proprietà del combustibile.

La pubblicazione non è una regola IMO, un requisito di classe né uno schema di certificazione. La sua rilevanza immediata è quindi probatoria e non giuridica: riunisce criteri che armatori, noleggiatori, interessi del carico, porti e finanziatori spesso considerano separatamente.

La capacità di una nave di utilizzare un combustibile non dimostra da sola la prestazione emissiva sul ciclo di vita, la disponibilità pratica, le condizioni di manipolazione sicura o l’idoneità commerciale su una determinata rotta. Concawe afferma che le informazioni sono frammentate e che le differenze tra filiere possono essere rilevanti. La matrice mira a renderle confrontabili, non a scegliere un unico combustibile preferito.

Il contesto normativo resta attivo. Nel maggio 2026 l’IMO ha segnalato ulteriore lavoro su uno standard globale per i combustibili, un meccanismo di prezzo dei GHG e modelli di catena di custodia. Ad aprile, l’IMO ha anche affermato che lo shipping net-zero richiederà catene di fornitura di combustibili rinnovabili, bunkeraggio, infrastrutture portuali e navi idonee. Ciò conferma l’importanza di valutazioni che vadano oltre la compatibilità del motore, ma non convalida indipendentemente metodo o graduatorie di Concawe.

**Analisi:** La questione non è soltanto se un combustibile sia definito alternativo o se una nave sia dual-fuel. Occorre verificare se il combustibile consegnato, l’origine documentata, gli attributi di ciclo di vita, il bunkeraggio e la preparazione tecnica e dell’equipaggio siano coerenti con obblighi contrattuali e normativi.

**Perché conta:** La matrice non elimina l’incertezza; ribadisce che le decisioni di decarbonizzazione richiedono dati tracciabili e responsabilità chiare tra nave, noleggiatore, fornitore e porto.

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