**Sviluppo verificato — 12 agosto 2026:** Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha ridotto di 0,5 milioni di tonnellate, a 42,5 milioni di tonnellate, la previsione delle esportazioni brasiliane di mais per il 2025/26 e di 1,0 milione di tonnellate, a 43,0 milioni, quella per il 2026/27. Per l’ultimo anno commerciale, USDA ha citato esplicitamente una robusta domanda interna. Il rapporto di agosto *Grain: World Markets and Trade* osserva inoltre che le esportazioni brasiliane sono partite lentamente nonostante l’attesa di un raccolto record, poiché cresce la domanda nazionale di mais come materia prima per biocarburanti.
Le revisioni coincidono con un cambiamento del fabbisogno d’importazione altrove. USDA ha aumentato di 1,0 milione di tonnellate, a 23,5 milioni, la previsione delle importazioni di mais dell’Unione europea per il 2026/27, dopo avere ridotto le attese sulla produzione cerealicola europea. La produzione UE di mais è prevista a 50,2 milioni di tonnellate, il livello più basso in quasi 20 anni. Sono state ridotte anche le esportazioni previste di mais dell’Ucraina di 1,0 milione di tonnellate e della Russia di 0,2 milioni, a causa delle attese perturbazioni logistiche legate all’intensificarsi delle ostilità nel Mar Nero. La previsione di export degli Stati Uniti è aumentata di 2,0 milioni di tonnellate, a 83,0 milioni, per la minore concorrenza di altri esportatori.
L’ipotesi di una maggiore domanda interna brasiliana è sostenuta da dati ufficiali. Il Ministero dell’Agricoltura ha riferito a maggio che il Brasile disponeva di 58 impianti di etanolo da mais, con produzione stimata attorno a 10 miliardi di litri e circa 5 milioni di tonnellate di DDG come coprodotto. L’Empresa de Pesquisa Energética ha comunicato che la produzione di etanolo da mais e altre biomasse ha raggiunto 9,45 milioni di metri cubi nel 2025, pari al 24,7% della produzione nazionale di etanolo.
**Analisi:** Il taglio resta contenuto rispetto al programma esportativo complessivo e non dimostra da solo una carenza immediata di carichi nell’intero Paese. È tuttavia rilevante perché la stagione di export del secondo raccolto coincide con forte domanda di finestre di banchina, stoccaggio, ferrovia e autotrasporto. Un surplus esportabile più ridotto può rendere gli stem più sensibili alle consegne inland, ai cambiamenti di line-up e alla base di mercato interna.
**Perché conta:** Noleggiatori e operatori che posizionano Panamax e Supramax per mais brasiliano dovrebbero verificare le ipotesi di laycan con le nomine effettive dei terminal. Disponibilità del raccolto non significa disponibilità per l’export: etanolo e mangimistica possono trattenere il cereale nell’interno. Maggiore domanda UE e rischi nel Mar Nero possono aumentare la competizione per capacità di caricazione affidabile in Brasile, Argentina e Stati Uniti.
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