Il 23 settembre 2026, l’International Union of Marine Insurance (IUMI) ha dichiarato che gli assicuratori marittimi devono dare maggiore rilievo alla prevenzione delle perdite, poiché i rischi cargo e logistici diventano più complessi e più costosi da assicurare. Intervenendo alla conferenza annuale IUMI a Rotterdam, il presidente del Comitato Loss Prevention, Pascal Dubois, ha descritto un cambiamento più ampio: non limitarsi a riparare il danno dopo l’evento, ma prevenirlo o ridurne la gravità prima che si verifichi.
Si tratta di un messaggio di mercato e operativo, non di una nuova norma o di uno standard assicurativo obbligatorio. IUMI non ha annunciato un nuovo protocollo per i sinistri cargo. L’indirizzo indicato è integrare maggiormente la prevenzione nelle proposte assicurative e nelle decisioni di sottoscrizione, con maggiori capacità tecniche e risorse specialistiche. Il programma della conferenza ha inoltre collocato frode nella supply chain, rischi delle batterie agli ioni di litio e conformità ISPM 15 degli imballaggi in legno nel workshop di Loss Prevention, evidenziando l’ampiezza delle esposizioni considerate oltre ai tradizionali pericoli marittimi.
Per gli interessi del carico e i vettori, la conseguenza pratica è che la preparazione di un sinistro deve iniziare prima del carico e proseguire fino alla consegna. Un fascicolo difendibile dipende ancora da prove raccolte contestualmente: registrazioni delle condizioni pre-carico, controlli di imballaggio e fissaggio, riserve quando si osservano difetti o bagnatura, informazioni verificate su carico e contenitore, passaggi di custodia, registri di temperatura o di viaggio quando pertinenti e istruzioni tempestive per una perizia indipendente dopo un incidente. Questi controlli non sono solo amministrativi. Aiutano a distinguere danni preesistenti, carenze di imballaggio o stivaggio, danni da movimentazione, danni in transito e deterioramento dopo lo sbarco.
IUMI ha richiamato in particolare il lavoro in corso sui materiali di imballaggio in legno impiegati nel trasporto merci. La sua guida di settembre afferma che la non conformità a ISPM 15 provoca spesso fermo, fumigazione, reimballaggio, restituzione o altre interruzioni, anche quando la merce assicurata non è danneggiata. Una perdita rilevante può quindi derivare da ritardo, costi di mitigazione e interruzione della catena di fornitura, non soltanto da danno fisico.
Perché conta: lo sviluppo rafforza una lezione pratica per armatori, noleggiatori, proprietari del carico, assicuratori e periti. L’intervento preventivo più efficace è spesso la prima decisione controllabile: accettare o meno un carico o un imballaggio dubbio, sospendere o qualificare il carico, documentare un’eccezione, preservare campioni e registrazioni oppure incaricare presto un perito. Trattare questi passaggi come parte della selezione del rischio e del controllo operativo, anziché come documentazione prodotta solo dopo una controversia, dovrebbe migliorare sia la difendibilità dei sinistri sia la qualità delle azioni correttive.
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