**Fatti verificati**

Il 24 settembre 2026, l’International Chamber of Shipping (ICS) ha dichiarato di aver cofirmato, insieme a 209 associazioni internazionali, federali e statali degli Stati Uniti, una lettera che chiede di prorogare la sospensione delle misure statunitensi Section 301 riguardanti i settori marittimo, logistico e della costruzione navale cinese. La lettera è stata inviata allo United States Trade Representative (USTR) e condivisa con i Dipartimenti del Commercio, del Tesoro e dei Trasporti, oltre che con le commissioni parlamentari competenti.

La richiesta riguarda misure che USTR aveva sospeso per un anno a decorrere dalle 00:01 Eastern Standard Time del 10 novembre 2025. La sospensione resta quindi prevista in scadenza il 10 novembre 2026, salvo un’ulteriore iniziativa delle autorità statunitensi. Nell’annunciare la sospensione, USTR aveva dichiarato che i negoziati con la Cina sarebbero proseguiti durante tale periodo, insieme a iniziative nazionali e con partner alleati per rafforzare la cantieristica.

Prima della sospensione, l’azione Section 301 prevedeva commissioni di servizio connesse a operatori o proprietari cinesi, operatori di navi costruite in Cina e vettori di autoveicoli costruiti all’estero. L’azione originaria includeva inoltre future restrizioni sul trasporto di LNG e misure riguardanti alcune attrezzature portuali per la movimentazione delle merci. L’applicazione precisa di misure ripristinate o modificate dipenderebbe da una nuova decisione e notifica USTR; la lettera dell’industria non proroga di per sé la sospensione né crea una nuova esenzione.

**Analisi e rilevanza operativa**

Lo sviluppo immediato è procedurale, non una modifica normativa, ma è rilevante sul piano commerciale perché l’attuale sospensione ha una data di scadenza fissa e relativamente vicina. Armatori, noleggiatori e interessi cargo con scali negli Stati Uniti non dovrebbero considerare permanente l’attuale situazione di tariffa zero, soprattutto se le flotte comprendono tonnellaggio costruito in Cina, proprietà o gestione legate alla Cina, oppure car carrier.

Gli operatori dovrebbero già ora mappare navi e rotazioni potenzialmente esposte, inclusi titolarità effettiva, qualifica di operatore, luogo di costruzione, previsti scali USA e possibile assoggettamento a commissioni in un quadro ripristinato. I team di chartering e booking possono inoltre rivedere le clausole su oneri governativi di approdo, mutamento normativo, deviazione o sostituzione e adeguamento di nolo o hire.

I proprietari del carico e i responsabili logistici dovrebbero verificare se i contratti consentono il riaddebito di un nuovo costo e se un diverso impiego della nave, porto di carico o servizio possa ridurre l’esposizione. Club P&I, assicuratori e gestori sinistri dovrebbero conservare documentazione contemporanea su avvisi, impegni cargo e decisioni di pianificazione del viaggio. Un rapido ripristino o ridisegno delle misure potrebbe generare controversie su costi e ritardi.

Il punto essenziale resta l’incertezza: una richiesta del settore non è una decisione governativa. Il mercato dovrebbe seguire attentamente gli avvisi USTR fino al 10 novembre 2026, senza basare le decisioni sull’aspettativa di una proroga.

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