L’agenzia per il clima della Commissione europea, CINEA, ha annunciato il 22 settembre che i progetti MAGPIE e PIONEERS, finanziati dall’UE, hanno concluso cinque anni di lavoro sulla transizione portuale con la consegna alla Commissione di un Piano direttore verde dei porti. Il risultato non è una nuova normativa né uno standard obbligatorio. È un quadro di pianificazione ad accesso aperto, supportato da strumenti digitali, volto ad aiutare i porti a trasformare concetti sperimentati di porto verde e intelligente in programmi di investimento e attuazione.

Secondo CINEA e il Porto di Rotterdam, PIONEERS e MAGPIE hanno coinvolto circa 90 partner e completato 33 dimostrazioni in contesti portuali operativi. Il lavoro ha riguardato sistemi di energia pulita, carburanti alternativi, elettrificazione, digitalizzazione, mobilità intelligente e infrastrutture portuali. PIONEERS, guidato da Port of Antwerp-Bruges con porti partner fra cui Barcellona, Venlo e Constanța, ha realizzato 19 dimostrazioni. MAGPIE, coordinato dal Porto di Rotterdam con HAROPA PORT, Sines e DeltaPort, ne ha realizzate 14.

Il risultato pratico combina il Green Port Master Plan Handbook Explorer di PIONEERS e il Green Innovation Compass di MAGPIE. Il primo mette a disposizione un processo in cinque fasi che affronta l’impronta di riferimento del porto, una visione al 2050, le pressioni esterne, le innovazioni collaudate e una tabella di marcia per la transizione; comprende inoltre una metodologia per l’impronta di carbonio e uno strumento di identificazione delle barriere. Il Compass è presentato come una piattaforma aperta di conoscenza su tecnologie, concetti operativi e soluzioni digitali per i porti e la logistica portuale.

**Perché conta:** Per armatori, noleggiatori e interessi del carico, la rilevanza risiede meno nell’esistenza di un’altra roadmap di sostenibilità che nell’enfasi sulle dipendenze di attuazione. Un progetto relativo a carburanti o elettrificazione può incidere contemporaneamente sull’assegnazione delle banchine, sulla compatibilità della nave, sulle procedure di bunkeraggio, sui collegamenti energetici, sull’accesso ai terminal, sullo scambio dei dati e sulle responsabilità contrattuali. CINEA ha sottolineato che l’estensione su vasta scala di un progetto pilota riuscito dipende da autorizzazioni, approvvigionamenti, modelli economici sostenibili e allineamento tra le parti interessate, non solo dalla prestazione tecnica.

Per operatori e utenti portuali, gli strumenti possono offrire una base strutturata per discutere se una misura proposta per un porto verde sia sufficientemente matura sul piano operativo per una rotta, una sequenza di scali o un flusso di carico. Per gli interessi P&I, gli assicuratori e i gestori dei sinistri, un coinvolgimento precoce può anche chiarire le interfacce tra preparazione ai carburanti alternativi, dati operativi digitali e pianificazione delle emergenze prima dell’entrata in servizio degli asset. I materiali dovrebbero quindi essere trattati come supporto alla pianificazione, non come prova che una tecnologia o un percorso di carburante sia adatto a ogni porto o nave. Restano determinanti le norme locali, le valutazioni di sicurezza, la capacità infrastrutturale e l’allocazione commerciale di costi e responsabilità.

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